Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso negli Stati Uniti un senatore di nome Joseph McCarthy trascinò la sua nazione in una furiosa campagna anticomunista.
Sulla base di informazioni sommarie o inventate, migliaia di americani furono accusati di appartenere a una cospirazione comunista, furono allontanati dal loro posto di lavoro e sottoposti a vessazioni di vario tipo, inclusi il carcere e il doversi difendere in tribunale da sospetti e accuse infondati. Migliaia di carriere, soprattutto nel mondo della cultura, nell’esercito e nell’amministrazione pubblica, furono stroncate irreparabilmente.
